Quella strana sensazione di “proprietà”

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Qual è la differenza tra te e una bimba di 8 anni?

Ma che c’entra una domanda del genere su un blog che parla di pignoramento della casa?

Continua a leggere e lo scopri…

Oggi pomeriggio ero su Facebook per condividere i miei articoli in modo da renderli visibili anche a quelle persone che ancora non conoscono questo blog.

Mi cade l’occhio su Roberta, una ragazza che stimo molto per due ragioni:

  • La prima è che condividiamo la stessa passione su un gruppo
  • La seconda è che è una ragazza che si da da fare nella sua attività

Lei racconta che stamattina, la sua sorellina di 8 anni, si è messa a raccogliere tutti i suoi vecchi giocattoli per metterli in un sacchetto e regalarli a bimbi meno fortunati. Un gesto lodevole per una bambina così piccola, segno comunque di una buona educazione da parte dei famigliari.

Però i bambini NON sono poi così diversi dagli adulti e benché la buona volontà del gesto, anche questa bimba ha cominciato ad avere dei ripensamenti su una bambola.

Una bambola bionda. Sicuramente conosci bene anche il suo nome che comincia con la B

Il sentimento prevalente della bimba era puramente di gelosia: “Ora qualcuno giocherà con la mia B preferita, e le cambierà i vestiti e le pettinerà i capelli… Non voglio!”

E’ normale, ci ha giocato per molto tempo ed era anche la sua bambola preferita. Però se era in quel sacco un motivo c’era. Non giocava più con quella bambola da molto tempo.

Presa da forte indecisione mischiata a sconforto, la bambina ha cominciato a fare domande a Roberta e la sua sorellona ha cominciato a spiegarle il perché quel gesto era comunque giusto.

  • La bimba ha cominciato a ragionare e a capire che anche se la bambola era la sua, comunque non ci stava più giocando. L’aveva messa nel dimenticatoio da diversi mesi e che la bambola era triste. Si sentiva abbandonata senza più l’ombra di una carezza, di un sorriso, di un momento piacevole.

Anzi, si sentiva completamente sola e sarebbe stato giusto per lei trovare un’altra bimba che l’avrebbe fatta ritornare a sorridere. Un po’ come in Toy Story.

Quindi Roberta ha capito che alla sua sorellina faceva comodo “saperla li”, cioè averla a disposizione anche senza doverci giocare per forza.

Ma la realtà non cambiava, la bambola era sola ed abbandonata in uno sgabuzzino buio e freddo.

Alla fine la sorellina di Roberta ha capito che, se voleva davvero bene alla sua bambola, doveva lasciarla andare e fare in modo che qualcun altro si prendesse cura di lei.

Perché ho voluto raccontarti questa storia?

Perché non è ne più ne meno l’errore che commettiamo tutti.

Pensare di avere a disposizione una cosa quando nella realtà non ce ne facciamo niente è solo una questione percettiva. Non te ne fai niente perché se non la sfrutti per chiudere il debito, perdi il vantaggio di un bene che può essere convertito in denaro. E ti ritrovi con il tribunale che te la [S]vende all’asta.

E comunque ci soffriamo, patiamo le pene dell’infermo invece di lasciarla andare in modo saggio, ribaltando completamente una situazione di sconforto, in una situazione a nostro favore.

  • Sai quante grane in meno?
  • Sai quanti pensieri e preoccupazioni che scivolano via?

La bambola è la TUA casa pignorata.
Se non ci fai niente, è come la bambola nello sgabuzzino freddo e buio.
Completamente inutile e che contiene tutte le sofferenze e le preoccupazioni che la tua famiglia è costretta a sopportare tutti i giorni.

La “sensazione apparente” di averla a disposizione, ti frena dal risolvere il problema.
Quando potresti lasciarla andare facendo la bene di qualcun altro e di conseguenza chiudendo definitivamente i tuoi problemi.

Mi auguro di esserti stato d’aiuto e di averti stuzzicato un ragionamento.

Contattaci adesso che ne parliamo.

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